Differenze tra le versioni di "Storie d'autostop"

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Questa pagina ha lo scopo di raccogliere le varie storie di chi ha intrapreso un viaggio in autostop e incuriosire le chi sia ancora scettico e titubante a riguardo.
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Questa pagina ha lo scopo di raccogliere le storie di chi ha deciso di fare un viaggio in autostop e incuriosire chi vorebbe fare un viaggio in autostop ma  è ancora scettico e titubante.
 
Racconta la tua storia, il tuo viaggio oppure spiega che cosa significa per te l'autostop!
 
Racconta la tua storia, il tuo viaggio oppure spiega che cosa significa per te l'autostop!
  

Versione attuale delle 15:01, 28 gen 2015

Questa pagina ha lo scopo di raccogliere le storie di chi ha deciso di fare un viaggio in autostop e incuriosire chi vorebbe fare un viaggio in autostop ma è ancora scettico e titubante. Racconta la tua storia, il tuo viaggio oppure spiega che cosa significa per te l'autostop!

- Fede, a suo modo:), sostiene che:

  • "Senza alcun dubbio rappresenta il mezzo migliore per conoscere le persone, trovare compagnia, discutere, scoprire usi, costumi, particolarità dei posti che si sta attraversando e talvolta anche farsi invitare, a pranzo, al ristorante o a casa a dormire. Restituisce una fiducia incredibile negli altri e, nonostante a volte metta a dura prova, educa in maniera esemplare all’attesa e al relax, in un tempo in cui lo stress e la fretta dominano le nostre vite." [1]
  • "E’ bastato qualche mostro di Firenze, altri spiacevoli episodi conditi dal migliore terrorismo mediatico di cui il nostro Paese sia capace per trasformarlo in qualcosa di assurdo, pericoloso e anacronistico. [ridendo o con faccia stupita]“ma funziona ancora??” “e non ti è mai successo niente??” mi sarei sentito ripetere decine di volte 5-6 mesi dopo attraversando tutta la penisola da nord a sud. Le persone non si fidano più, autisti da un lato, convinti di avere a che fare con rapinatori professionisti o maniaci serial killer ogni volta; e viaggiatori dall’altro, un po’ più a ragione convinti che sia impossibile, che non ce la faranno mai, dovranno aspettare ore (ed effettivamente e’ probabile:) e anche loro rischiano di essere rapiti da qualche psicotico criminale. Anch’io ero tra quelli, oltre alla normale paura ed eccitazione per le cose nuove, avevo un’enorme sfiducia e pensavo davvero che la “gente comune”, non fosse per nulla disposta ad aiutarti senza motivo. Mi sbagliavo, e di grosso. Ci misi un attimo." [2]